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Quando ho scoperto di poter fare magie

3 partecipanti

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Messaggio Da Madama Pince Gio Ott 02, 2014 9:49 pm

Quando ho scoperto di poter fare magie Magic_book_by_caglarcity


Per il primo Contest Letterario 2014-2015, il vostro compito sarà quello di creare una storia dal titolo "Quando ho scoperto di poter fare magie", di genere comico.
Avrete tempo fino al 22 ottobre alle ore 23:59. Entro quella data, La storia va consegnata a me tramite mp
Invitiamo a scrivere una storia conforme al regolamento.
Madama Pince
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Quando ho scoperto di poter fare magie Empty Re: Quando ho scoperto di poter fare magie

Messaggio Da Madama Pince Mar Nov 04, 2014 4:59 pm

Ed ecco i tanto attesi risultati del primo contest letterario dell'anno. 

Al primo posto, con 210.5/240 punti, troviamo Sevy, che si aggiudica 30 punti e 30 galeoni.
Al secondo posto, con 207.5/240 punti, troviamo Maggydrake, che si aggiudica 25 punti e 25 galeoni. 
Al terzo posto, con 188/240 punti, troviamo Ma_Ailing, che si aggiudica 20 punti e 20 galeoni. 

Al quarto posto, con 165.5/240 punti, troviamo minerva mc grannit, che si aggiudica 10 punti e 10 galeoni.
Al quinto posto, con 145/240 punti, troviamo NAGINI03, che si aggiudica 10 punti e 10 galeoni. 

In attesa del prossimo tema del mese, che verrà pubblicato a breve, ecco a voi gli elaborati dei partecipanti con le relative valutazioni.
Complimenti a tutti!

Sevy


“No, no e no, non può obbligarmi.” 
“Volendo potrei. Esiste la Maledizione Imperius per questo. Potrebbe addirittura rivelarsi istruttivo.” 
“Ma è illegale!” 
“No, non per le insegnanti di Trasfigurazione. E’ una clausola della legge.” 
“Voglio vederla.” 
“Se proprio ci tieni a mettere a posto l’archivio, potrai farlo dopo la punizione.” 
“Quello sarebbe un archivio?” 
“Lo sarà dopo che l’avrai messo a posto.” 
“Quindi commuta la mia punizione?” 
“No. Quello è un lavoro extra facoltativo. Oppure potrei trovare un altro motivo per darti un’ulteriore punizione. Direi che il fatto che ti rifiuti di fare la prima punizione è un motivo valido per assegnartene un’altra, tu che dici, mio caro piccolo basilisco?” 
“Nooo, ma stavo evidentemente scherzando, prof! Ovviamente non vedo l’ora di completare la punizione. Sarà un onore! Ehm… potrebbe spostare quel serpente dalla cattedra? Guardi, sto già iniziando.”

Ovviamente, Sevy aveva sempre saputo di essere in grado di produrre incantesimi oltre ogni immaginazione. Il fatto che possedesse affatto delle capacità magiche non era nemmeno mai stato messo in dubbio (non da lei, perlomeno). 
Già a cinque anni era in grado di far cambiare colore ai dischi all’interno di quei pali della luce alti e strani che i babbani chiamavano “semafori” (in ogni caso sempre entro un minuto) e ancora prima aveva appreso a far prendere il volo agli uccellini tutte le volte che lo desiderava (benché talvolta dovesse avvicinarsi molto in modo che la magia facesse il proprio effetto, probabilmente a causa di interferenze magiche). 
In luce dei grandi successi raccolti in questi due campi e in innumerevoli altri (il numero di animali che riusciva a far muovere era francamente incredibile!), Sevy aveva compreso con la logica infallibile e l’intuizione arguta di ogni buon futuro Serpeverde di essere destinata a grandi cose. Oh, sì! Ancora un paio di secoli e i maghi avrebbero esclamato “per le mutande di Sevy!” – il buon Merlino sarebbe presto caduto nel più profondo oblio, surclassato dalla straordinarietà della ragazzina verdeargento. 
Ma torniamo a noi, altrimenti non finirò mai questo racconto. Detto fra noi… questa è la punizione più strana che io abbia mai ricevuto. Non so per quale motivo la professoressa Sevy pensi che lo scrivere un elogio esagerato- 
(“Ahi! Ma non mi aveva detto che c’era un incantesimo che mi impedisce di dire scrivere cose negative! E’ normale che la penna prenda vita propria e ti punga? Voglio parlare con la Preside.”). Comunque, stavo dicendo… non capisco come questa meravigliosa, fantastica punizione potrà aiutarmi a non arrivare più in ritardo – di trenta secondi, fra l’altro, trenta secondi!! Tuttavia, non vedo l’ora di uscire di qui, quindi chiudo questa digressione. 
Come tutti i grandi geni, Sevy era sempre stata incompresa. Nessuno si rendeva conto del suo talento straordinario, della sua precocità, della sua perfezione assoluta. Probabilmente la sua brillantezza era troppo per loro. Sta scritto che capita piuttosto spesso a chi è troppo avanti con i propri tempi. 
(Nota di Sevy: per la bibliografia completa per favore rivolgersi al mio assistente, non posso di certo occupare lamia mente superiore con banalità simili.
Esattamente come tutti i geni, la sua fiducia incrollabile in se stessa e la consapevolezza della sua superiorità magica e intellettuale le permisero di superare tutte le difficoltà imposte dalla mancanza di comunicazione con ogni altro normale essere umano babbano o magico che fosse. Sarete lieti di sentire che l’incredulità di poveri essere inferiori non intaccarono affatto la sua autostima (benché la professoressa acquisì in questo modo il tratto in lei marcatamente riconoscibile della modestia). Ah, la professoressa mi prega di fare notare che questo elogio non può essere considerato “esaltazione corvica” in quanto fondato su una razionale consapevolezza della propria genialità e dunque del tutto privo di qualunque sentimento potenzialmente irrazionale quale l’esaltazione. (“Sì, però se continuiamo così arriverò al Dormitorio dopo mezzanotte… sono sicuro che questa punizione non sia regolare. Perlomeno pretendo un biscotto.”). 
Tuttavia, anche la sopportazione della più paziente delle persone (“Di chi sta parlando, prof? No, ma sul serio, la gente non capirà mai che si tratta di lei, dovrebbe provare con un aggettivo più realistic- sposti quel basilisco da me!”). Tuttavia, anche la sopportazione della più paziente delle persone, quale la professoressa Sevy, aveva dei limiti. Fu così che, un giorno, dopo che per l’ennesima volta i suoi genitori avevano ignorato i palesi segni della grandezza della giovane ragazza di ormai dieci anni, le sue emozioni presero il sopravvento. Infuriata, sentì che la rabbia le pulsava nelle vene, mentre il suo sangue ribolliva come non lo aveva mai fatto. Il calore si spandeva per tutta la superficie del suo corpo in modo disomogeneo e diseguale, raggiungendo il suo massimo alla punta delle sue dita. I suoi genitori dovevano essere piuttosto impressionati – cosa del tutto naturale, vista la quantità e qualità di potere magico che indubbiamente stava emanando. Addirittura, le pentole della cucina presero a volteggiare attorno a lei – doveva essere della magia accidentale, li aveva spaventati così tanto? (“Ma… non pensa che potrebbe essere stata lei a…?” “Allora, onestamente, non sei qui per pensare, ma per scrivere, dunque scrivi. Siamo al clou della storia.”). A dimostrazione della loro emozione ci furono le frasi insensate e illogiche che pronunciarono poco dopo: “Oddio, tesoro, hai visto? Allora non è una Magonò, dopotutto! Oh, sono così sollevata… Non che l’avrei amata di meno, ovviamente, ma ci tiene evidentemente tanto, sono stata così in pensiero, in questi ultimi tempi, con tutte le storie che si raccontava…” Non è chiaro di chi stesse parlando (forse un ricordo di se stessa?) né a che storie si stesse riferendo. E’ del tutto plausibile che il suo enorme potere avesse avuto delle ripercussioni psicologiche sui suoi genitori, cosa di cui Sevy si dispiace tuttora. Suo padre era addirittura vicino alle lacrime, ripentendo continuamente “E’ una strega, è una strega…” – cosa del tutto ovvia ed evidente, ma del tutto scusabile se vista come sintomo di una concussione cerebrale. 
Quella fu la prima dimostrazione del suo potere allo stato puro, che viste le conseguenze incredibili non fu più ripetuta. Sarete lieti di apprendere che la professoressa non mostra adesso che una piccola percentuale della sua riserva quasi illimitata di magia, al fine di non crearci danni psicologici permanenti. Oh, che grande persona che è la nostra professoressa!
 (“Aspetti, io sono piuttosto certo di non avere mai scritto quella frase!” “E’ una licenza poetica, smetti di lamentarti”). 
Andate e rallegratevi, persone tutte, adesso che siete a conoscenza della vostra fortuna infinita. Un giorno direte ai vostri nipoti: “Io l’ho conosciuta!” e tutto il villaggio verrà ad ascoltarvi mentre la descrivete. Quel giorno, ahimé, non è oggi, ma verrà prima che lo pensiate. Nel frattempo, buonanotte. 

“Davvero? Posso andare?” 
“Be’, ci sarebbe ancora l’archivio, se vuoi…” 
“No, grazie, molto gentile, apprezzo l’offerta, buonanotte!”
“Aspetta, non correre via. Stai qui ancora un attimo, giusto il tempo di scriverti un permesso per arrivare al dormitorio in caso ti venisse incontro Mastro Gazza.” 
“Non è necessario, penso che corr- cioè, che andrò via subito. Addio!” 
“Rischi una punizione, lo sai, vero?”
“Sa una cosa? Non fa niente. Anzi, le punizioni con Gazza sono belline, divertenti. Penso che la prossima volta richiederò di farne una con lui. Sì, sì, assolutamente Gazza. Assolutamente. Io adoro Gazza.”

Valutazioni

-idea della trama 35.5/40
-suo sviluppo 52.5/60
-sua attinenza alle richieste. 31.5/40
-correttezza grammaticale e ortografica, 38/40
-stile 53/60


Maggydrake


Era un pomeriggio come tanti ad Hogwarts e Pucca stava facendo un giretto nella foresta proibita. (anche se sarebbe proibita e non ci dovrebbe andare u-u)
Inoltre aveva deciso per l’occasione di indossare il suo nuovo completo: mantello-cappello rossi fiammanti! E si era portata un cestello con la merenda, perché sicuramente le sarebbe venuta fame.
Cammina cammina quel giorno tirava moltissimo vento e improvvisamente a Pucca cade un grosso ramo in testa.. quando si rialza non ricorda più niente, né di essere Pucca, né di essere ad Hogwarts, né di saper fare magie!
- Ahi che male.. ma dove sono?! Sembra una foresta.. Ma.. io chi sono? Che bel mantello rosso, e anche il cappello! E questo cos’è?? Un cestino con delle focaccine.. ho capito! Sono Cappucc.. no aspetta.. Pucc.. ma si, Cappucchetto Rosso! Ed è evidente che sto andando dalla nonnina che abita nel bosco! -
E così Pucca, cioè Cappucchetto Rosso, si mette in marcia, seguendo il sentiero.
Mentre zompetta pigramente si guarda intorno e vede un fiore colorato, sulla sinistra della strada.
- Ooh, sarebbe bellissimo portare alla nonnina un mazzolino di fiori!-  dice, coi luccichini agli occhi.
Così esce dal sentiero e va a raccoglierlo.
- Ma che sfortuna, tutti gli altri fiori sono chiusi, devono ancora sbocciare.. Peccato, ne avrei fatto un bel mazzolino, alla nonna sarebbe piaciuto di sicuro. -
Improvvisamente.. Pop! Uno dopo l’altro i fiorellini si aprono, come per magia! Cappucchetto Rosso rimane stupita qualche secondo, ma poi ci pensa un po’ e alza le spalle.
- La magia non esiste, deve essere stata una coincidenza! –
E raccoglie tutti i fiorellini.
Cammina cammina Cappucchetto si è persa, (che strano!) non trova più il sentiero e si sta ormai facendo tardi. E’ molto stanca e si vuole sedere un attimo su un grosso sasso, ma appena si appoggia salta su! Si è seduta su uno strano bastoncino che aveva in tasca dei pantaloni.
- Ma che ci fa questo bastoncino nella mia tasca? Non mi serve a nulla, e io ho bisogno di trovare il sentiero per la casa della nonna! -
Sta per gettarlo via quando improvvisamente pare che si illumini e sul palmo della sua mano si gira, puntando verso sinistra.
- Ovviamente è stata un’allucinazione, probabilmente causata dalla stanchezza! Però, chissà, magari provando a seguire l’indicazione.. -
Cappucchetto Rosso si incammina verso sinistra e fatti pochi passi trova un sentiero. In fondo si vede una capanna con le luci accese.
- Per fortuna stasera c’è la luna piena, altrimenti non avrei neanche visto dove metto i piedi. -
Finalmente Cappucchetto arriva alla capanna, bussa, e da dentro risponde la voce della Professoressa Caporal, perché ovviamente Pucca è arrivata alla capanna del Guardiacaccia del castello (in effetti aveva camminato molto poco, dopotutto è sempre Pucca u-u)
Cappucchetto apre la porta e trova la Prof. Caporal seduta alla scrivania.
- Signorina Pucca, cosa ci fa in giro a quest’ora? Visto che è qui, mi aiuti a dar da mangiare a questo vermicolo, non si sente bene! -
- Nonnina che ci fai alzata a lavorare? Dovresti essere a letto, ecco, ti ho portato delle focaccine. -
La Prof. Caporal guarda Pucca con gli occhi sgranati.
- Cheee?? Ah si Cappuccetto Rosso, davvero divertente, ma adesso la smetta di scherzare e venga ad aiutarmi, è una cosa seria, non so più cosa fare! -
Pucca avrebbe detto ‘Salti sul letto’ ma purtroppo non se lo ricordava più (muahahaha u-u) e così disse:
- Nonna ti stai agitando troppo vieni, mettiti un po’ qui a letto. -
E trascinò la nonnina divincolante fino al letto, dove le rimboccò le coperte, prima di sedersi anche lei.
Ma saltò su di nuovo, si era seduta su un altro bastoncino di legno! Maledetti bastoncini, questa volta Cappucchetto lo lanciò fuori dalla finestra.
- La mia bacchettaaaaaa - urlò la Prof. Caporal sgomenta, sentendosi male, mentre Pucca la tratteneva nel letto.
- Nonnina, che pentole grosse che hai. -
Disse Cappucchetto osservando i calderoni sopra al caminetto.
- Sono per le pozioni! -
Rispose la Prof. Caporal secca, a braccia incrociate, l’espressione torva.
In quel momento qualcosa di grosso e peloso fece la sua entrata nella stanza distruggendo la finestra. Era un lupo mannaro!
La Prof. Caporal urlò e poi svenne, d’altra parte la sua bacchetta era fuori dalla finestra.
Cappucchetto pensò, oh ecco il lupo, adesso ci deve mangiare! Poi realizzò quello che stava dicendo e iniziò a correre all’impazzata in giro per la stanza urlando, con il lupo alle calcagna.
Ovviamente inciampò subito, e il lupo stava per piombarle addosso. Nel breve istante prima che la belva le si avventasse contro Cappucchetto adocchiò una sedia lì accanto e pensò che prima di morire avrebbe preferito riuscire a sedersi almeno una volta, senza bastoncini sotto.
Proprio in quel momento la sedia si mosse mettendosi tra i due, il lupo ci cadde sopra, rotolò fino a sbattere il muso contro il caminetto e gli cadde in testa un grosso calderone che stava in bilico sulla mensola lì sopra, facendogli crescere istantaneamente un grosso bernoccolo.
Cappucchetto non ci credeva ma questa volta era lampante, aveva fatto una magia! E adesso che ci ripensava forse anche i fiori e il bastoncino che gli indicava la strada erano opera della sua magia.
- So fare magieeee! - urlò.
In quel momento la porta si spalancò ed apparve Franz, che attirato dal rumore era venuto a vedere cosa succedeva.
- Pucca, ma cosa succede? Ma.. per merlino, un lupo mannaro! Come avete fatto ad accopparlo? -
- Signor Cacciatore non si disturbi, l’ho sistemato io.. perché vede ho appena scoperto.. di saper fare magie! -
 
Fine
 
Epilogo:
Franz si rese presto conto della situazione di Pucca e senza troppi problemi le diede un altro colpo in testa, così (dopo qualche giorno svenuta in infermeria) le ritornò la memoria u-u 
Valutazioni 

Idea della trama: 39/40
Suo sviluppo: 54/60
Sua attinenza alle richieste: 34/40
Correttezza grammaticale ed ortografica: 32.5/40
Stile: 48/60

Ma_Ailing

Non mi son resa subito conto di poter fare magie. In effetti, fino ai cinque anni credevo di non poterle fare. Insomma, facevo tanti di quei capitomboli cercando di volare! E non venitemi a dire che volare non è normale, perché per me lo era: tutto attorno a me volava, non solo gli animali con le ali, ma anche quelli senza, e gli oggetti. Mi piaceva far volare le cose, e naturalmente volevo poter volare anch'io. Ma puntualmente non ci riuscivo. Credo sia legato al fatto che nei bambini la magia è involontaria e, se far levitare gli oggetti quando ero felice o arrabbiata era un'impresa da niente, decidere di volare quando lo volevo io era tutt'altra cosa.
Ma come dicevo, non sapevo che la levitazione fosse una magia. In effetti, l'ho scoperto durante la festa di compleanno di mio cugino, quando gli ho fatto un dispetto, un dispetto magico. Così lui si è messo a urlare che sapevo fare magie. Per me era un bugiardo: non riuscivo a volare, per cui era impossibile che fossi una strega! Insomma, si trattava sempre di fare volare altro e non me.
Ma lui imperterrito, sebbene inseguito e colpito ripetitivamente da una Pluffa, un Boccino d'Oro e due Bolidi, disse a tutti che ero una strega, e che i suoi lividi ne erano la prova. Lividi che si meritava, comunque. Insomma, capiamoci: l'avevo visto volare su una scopa, che ok, non era come volare da soli, ma comunque volava, e giocava con delle palle volanti assieme agli altri cugini. Sembrava un gioco bellissimo, e io volevo provare, ma lui diceva di no perché ero troppo piccola, così mi sono arrabbiata e ho fatto volare tutte e quattro le palle addosso a lui. Come ho già detto, quei lividi se li meritava.
Ad ogni modo è così che ho scoperto di poter fare magie, quando anche i miei genitori mi hanno garantito che sì, far volare gli oggetti è una magia. Poi mi hanno anche detto che no, non potevo giocare a Quidditch perché era troppo pericoloso (e qui il caaaro cugino mi fece una linguaccia. Se gli ho rispedito addosso le palle da Quidditch? Che domanda, certo che sì!). Comunque, mi spiegarono che avrei frequentato Hogwarts, dove avrei imparato a controllare la magia per lanciare incantesimi di ogni tipo.
«E imparerò anche a volare?» chiesi a mia madre. Perché ovviamente la mia preoccupazione maggiore era imparare a controllare la mia magia...
«Certamente, tesoro, ci saranno anche le lezione di Volo» rispose lei, emozionata per il mio incantesimo. Pensandoci, in effetti, facevo levitare gli oggetti solo quando ero da sola.
«E potrò giocare a Quidditch?» chiesi ancora.
«Ma certo, a Hogwarts ti insegneranno tantissime cose nuove, e anche a giocare a Quidditch» mi rispose lei.
Attesi sei lunghi anni, bramosa di ricevere la mia lettera e poter andare in quel posto magico dove potevo imparare a fare quello che desideravo.
Quando ricevetti la mia lettera, pensavo che sarei riuscita a volare dalla felicità, ma è inutile dire che i miei piedi rimasero ben attaccati a terra. Ma non importava, presto avrei imparato a volare, ma soprattutto a giocare allo sport preferito dei maghi. Sì, perché se prima il mio più grande interesse era riuscire a volare, dopo aver guardato partite su partite, non desideravo altro che librarmi in aria e giocare da Battitrice (la prima volta non si dimentica... Far inseguire mio cugino da Bolidi, Boccino e Pluffa era stato troppo divertente!).
Finalmente arrivai a Hogwarts e venni smistata in Grifondoro, come desideravo. Passarono le prime giornate, e sebbene tutte le lezioni fossero molto interessanti e mi piacessero, io ne attendavo una in particolare, quella di Volo, che puntualmente arrivò. Più che emozionata, mi presentai addirittura in anticipo. Era da troppo che attendevo quel momento! Ma poi arrivarono le parole fatali: «A quelli del primo anno non è permesso far parte della squadra di Quidditch». Avrei tirato la scopa in testa alla prof. 
Dovetti aspettare un altro anno.


Valutazioni


Idea della trama: 27/40
Suo sviluppo: 43/60
Sua attinenza alle richieste: 29.5/40
Correttezza grammaticale ed ortografica: 39.5/40
Stile: 49/60


minerva mc grannit


Cari genitori,

qui ad Hogwarts va tutto bene, ormai ho incominciato a frequentare lezioni sempre più interessanti anche se sento un po’ nostalgia di casa.

Proprio in questi giorni mi è venuto in mente una cosa che ormai mi ero completamente dimenticata:

vi ricordate quel giorno di luglio quando un insegnante in carica ad Hogwarts è venuta a dirmi che ero una strega e che potevo frequentare la scuola ?

ecco, quando mi ha chiesto se avevo mai fatto qualcosa di strano io le ho risposto di no, tranne far levitare i pasticcini o un po’ di coca-cola verso di me quando era distesa sul divano a guardare la tv ed ero annoiata, e lei ha detto che comunque ero una strega anche se non avevo fatto qualcosa di particolare.

Oggo mi è venuto in mente che una cosa strana sì che l’avevo fatta!

Era successa la settimana prima dell’incontro.

Stavo andando verso la mia piccola aiuola che teniamo in un angolio del giardino per dare un po’ d’acqua ai miei fiorellini  che grazie alle mie emh...attente cure stavano muorendo disidratati e sommersi da uno stuolo di erbacce, va beh, a parte questo...insomma…Stavo per avvicinarmi ad affrontare le falemiche erbacce con le cesoie di papà quando ho sentito dei rumori, mi sono avvicinata e…mamma mia salvami tu c’era un enorme cane nero che si era pappato tutti i miei curatiss…Bellissimi fiorellini!

A quanto pare aveva ancora fame perché si voltò verso di me con la bocca spalancata e ancora con qualche petalo in bocca tutta piena di saliva.

Anche se qui ad Hogwarts mi hanno smistata nella casa di Grifondoro, culla dei coraggiosi di cuore, in quel momento restai lì a fissare con un’ aria ebete il volto del cane feroce che si avvicinava sempre di più! Inutile dire mamma che quel giorno ti ho mentito… non ero caduta in una pozzanghera… me l'ero fatta sotto.

A quel punto il cane si trasformò in quel tenero coniglietto rosa che teniamo tuttora senza che voi sapeste da dove venisse.

Mi dispiace non averlo detto prima, ma come capirete era una cosa strana e quel giorno famoso di luglio ero troppo eccitata per raccontare, insomma! Era la prima volta che facevo una vera magia !

Comunque in questi giorni  ho imparato che quella strana magia che ho fatto si chiama trasfigurazione animale e l’ho fatta perché ero molto spaventata… però non so se l’effetto resisterà ancora per molto perché quella magia l’avevo fatta senza saperlo.

Rispeditemi indietro il gufo!

Ciao

Da Minerva

P.S.

Il gufo morde, attenti.
P.P.S.
Ad Hogwarts non c'è la coca-cola! non è che me ne potete mandare una bottiglia???



Cara minerva,

siamo contenti che lì vada tutto bene.

Comunque ci siamo accorti ben presto che quello non era un coniglietto rosa…una settimana dopo la tua partenza il tenero coniglietto si è ritrasformato e oltre a distruggere il divano si è mangiato la tua collezioni di fumetti…mi dispiace cara!
ti mandiamo due bottiglie di coca cola, una tienila di scorta.

Scrivici di nuovo!

Ciao da mamma e papà

Valutazioni

Idea della trama: 30.5/40
Suo sviluppo: 43/60
Sua attinenza alle richieste: 31/40
Correttezza grammaticale ed ortografica: 25.5/40
Stile: 35.5/60


NAGINI03


ORAMAI NON MI POTEVO PIU' TIRARE INDIETRO ERA LI DAVANTI, PROPRIO DAVANTI A ME L' ENORME PALAZZO DOVE VENIVANO FATTE TUTTE LE CONFERENZE STAMPE DEI MAGHI ED IO STAVO PER FARCI IL MIO INGRESSO E RACCONTARE LA MIA STORIA A TUTTA LA GENTE E PER DI PIU' SAREI ANDATO IN DIRETTA NAZIONALE, ERO PIENO DI ANSIA.
QUANDO MI DISSERO DI ENTRARE NON ESITAI E SUBITO MI CATAPULTAI IN UN MONDO DIVERSO PIENO DI FANTASIA: VI ERANO CANDELE VOLANTI COME QUELLE DI HOGWARTS, LA MIA UNICA CASA, MOBILI IN LEGNO PREGIATO, TANTISSIME STREGHE E TANTISSIMI MAGHI LI RICONOBBI TUTTI QUASI SUBITO; SUBITO DOPO ARRIVO' UN MAGO IN TUTA NERA CHE MI ERA SEMBRATO UN POLIZIOTTO CHE MI SCORTO' IN UNA AMPIA SALA CON TANTISSIME SEDIE, MA VUOTE.
DOPO QUALCHE MINUTO L' AULA SI ERA GIA' RIEMPITA DI MAGHI, PER LA MAGGIOR PARTE DEI MIEI FAN; NON STAVO PIU' NELLA PELLE E NON RIUSCIVO AD APRIRE BOCCA: ERO EMOZIONATISSIMO FORSE PERCHE' ERA LA MIA PRIMA INTERVISTA CON TANTISSIME PERSONE CHE MI GUARDAVANO.
QUANDO LA STANZA FU PIENA E LE CANDELE SI SPENSERO NON SAPENDO COSA FARE DISSI: - BUONGIORNO A TUTTI, VI RINGRAZIO DI ESSERE QUI.
SUBITO UNA GRANDE FOLLA SI ALZO' IN PIEDI ED URLO', POI CERCANDOLI DI CALMARE VIDI UN POLIZIOTTO CHE STAVA PER LANCIARE UN INCANTESIMO QUANDO LO FERMAI; POI RIPRESI: - ORA, STIMO CALMI PER FAVORE; QUALCUNO DI VOI HA QUALCHE DOMANDA?
SUBITO VIDI ALMENO UNA CENTINAIA DI BRACCIA ALZATE, IO NON SAPEVO COSA SCEGLIERE ANCHE PERCHE' LE DOMANDE MI INTIMORIVANO SEMPRE E LA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTA POI MI SENTIVO IMBARAZZATO; ALLORA SCELSI UNA MANO A CASO, SUBITO UN MAGO MINUTINO CON I CAPELLI MARRONI ED UN BUFFO CAPPELLO SULLA FRONTE SI ALZO' E MI CHIESE: - LEI SIGNORE CI POTREBBE RACCONTARE COSA FECE QUANDO SCOPRI' DI ESSERE UN MAGO?
IMBARAZZATO RIMASI QUALCHE SECONDO SULLA MIA SEDIA A PENSARE SE RISPONDERE CHE ERANO COSA PRIVATE OPPURE NO, COMUNQUE DECISI CHE NON C' ERA NIENTE DA PREOCCUPARSI; ALLORA INIZIAI A RACCONTARE, QUANDO NELLA MIA MENTI SI APRI' UN FLASHBACK.


ERA UN GIORNO COME TUTTI GLI ALTRI NELLA MIA CASETTA IN SCOZIA, AVEVO DIECI ANNI QUANDO MIA MADRE MI RACCONTO' LA SUA STORIA; IO RIMASI SORPRESO A SAPERE CHE LEI ERA UNA STREGA, ED IO NON CI POTEVO CREDERE; SOPRATTUTTO QUANDO LEI MI DISSE CHE MOLTO PROBABILMENTE ANCHE IO LO SAREI STATO; SUBITO SALTAI DALLA GIOIA TANTO CHE AD UN CERTO PUNTO IO MIO LETTO CEDETTE, ALLORA LA MAMMA PRESE LA BACCHETTA TANTO PER DARMI UN ASSAGGIO E LO RIPARO' IN UN BALENO, ED IO NON CREDEVO AI MIEI OCCHI UNA VERA BACCHETTA CHE POTEVA FARE VERI INCANTESIMI.
NON VEDEVO L' ORA DI RICEVERE LA MIA LETTERA DA HOGWARTS, INTANTO CERCAVO SEMPRE DI FARE QUALCHE COSA CON LA MENTE PERCHE' LA MAMMA MI AVEVA SPIEGATO CHE QUANDO PROVAVO DELLE EMOZIONI FORTI LA MAGIA SI SAREBBE VISTA, ALLORA OGNI SECONDO DELLA MIA VITA CERCAI DI FAR CAPITARE MAGIE MA OGNI VOLTA CADEVO E MI FACEVO UN BERNOCCOLO SULLA FRONTE, ORAMAI NE AVEVA GIA' QUASI DIECI E NON CE LA FACEVO PIU' DI CADERE E FARMI MALE, ALLORA LA MAMMA MI SPIEGO' CHE NON DECIDEVO IO QUANDO FARE MAGIE SE NON POTEVO UTILIZZARE UNA BACCHETTA MAGICA E CHE QUESTE VENIVANO QUANDO NESSUNO SE LO ASPETTAVA.
ALLORA UNA NOTTE MI VENE L' ILLUMINAZIONE DI RUBARE QUELLA DI MIA MADRE E DI TENERLA SINO A QUANDO NON ME NE SAREI COMPRATA UNA NUOVA, QUELLA STESSA NOTTE ANDAI NELLA CAMERA DA LETTO DEI MIEI GENITORI E FRUGAI NEI PANTALONI DELLA MAMMA E LA TROVAI, ANDAI IN GIARDINO, MOLTO LONTANO DALLA CASA COSI' CHE NESSUNO MI AVREBBE SENTITO LA FECI ROTEARE SOPRA DI ME; QUESTA SI ILLUMINO' E PROVOCO' UNA SCINTILLA ROSSA SOPRA DI ME; RIMASE PER CIRCA SUE MINUTI A FISSARLA CON ARIA ESTREFATTA, POI RIPRESI A ROTEARLA ED UNA VOLTA MI BRUCIAI I CAPELLI, UNA VOLTA ME LI FECI COLORATI ED ALTRE MILLE COSE CHE SE LE AVESSERO FILMATE SAREI STATO IL PRIMO BAMBINO A GIRARE UN FILM COMICO.
POI FINALMENTE ARRIVO' IN GIORNO DEGLI ACQUISTI PER ANDARE AD HOGWARTS SUBITO MI PRECIPITAI DA OLIVANDER E CHIESI LA MIA BACCHETTA, NE PROVAI TANTISSIME: UNA FECE LO SGAMBETTO AL SIGNOR OLIVANDER, UN' ALTRA A MIA MADRE E CON L' ULTIMA RUPPI UN VASO E MI TAGLIAI, POI PERO' IL SIGNORE MI FECE PROVARE UN' ALTRA BACCHETTA, QUESTA AVEVA UN NON SO CHE DI SPECIALE; MA ANCHE QUESTA MI FECE MALE: RUZZOLAI GIU' DALLE SCALE DEL NEGOZIO.
QUANDO FINIMMO GLI ACQUISTI ERO FELICISSIMO ED ESULTAVO DALLA GIOIA, E MENTRE SVENTOLAVO LA BECCHETTA QUESTE FECE CADERE UN CAPPELLO DA STREGA SU UN MAGO CHE CADDE ALL' INDIETRO PER LO SPAVENTO E FECE CADERE UN MANICHINO, IO MI MISI A RIDERE COME UN PAZZO SINO A CHE IL MANICHINO NON CADDE ADDOSSO A ME E MI FECE RUZZOLARE PER TUTTA DYAGON HALLEY.
QUANDO TORNAI A CASA CONTINUAI A FARE MAGIE; E SEMPRE MI FACEVO MALE SINO A QUANDO LA MAMMA NON MI SEQUESTRO' LA BACCHETTA, MA IO LA NOTTE LA RIPRESI E LA USAI, MA QUESTA VOLTA NON CADDI PER TERRA VOLAI IN ARIA COME UN UCCELLINO SINO A QUANDO CON LA TESTA NON PICCHIAI UNA TRAVE, SUBITO CADDI SVENUTO E PERSI CONOSCENZA, ANCHE SE SUCCESSERO TUTTE QUELLE COSE ERO FELICE.

SUBITO UN SIGNORA SI ALZO' ED URLO' A ME Quando ho scoperto di poter fare magie 1294549462 BRUTTO MASCALZONE, COSI' MI HAI RUBATO LA BECCHETTA E LA HAI USATA, E' PER QUESTO CHE PER UNA SETTIMANA NON LA TROVAI, E POI QUANDO TI SEQUESTRAI LA TUA LA HAI RIPRESA? SONO DELUSA DA TE ED ORA VIENI A CASA A PAGARE PER QUELLO CHE HAI FATTO!!!
IO MI MISI A CORRERE PER TUTTA LA STANZA MA MIA MADRE MI PRESE PER UN ORECCHIO E MI PORTO' A CASA TRASCINANDOMI, MI FECE TANTO MALE E TUTTI DA QUEL GIORNO MI PRESERO IN GIRO.

Valutazioni

Idea della trama: 30/40
Suo sviluppo: 40/60
Sua attinenza alle richieste: 34/40
Correttezza grammaticale ed ortografica: 17/40
Stile: 24/60
Madama Pince
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Bibliotecaria
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Messaggio Da Maggydrake Mar Nov 04, 2014 6:23 pm

Congratulazioni a tutti o-o tanti punti per serpeverdee =D
Maggydrake
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Messaggio Da sevy Mar Nov 04, 2014 8:01 pm

Congratulazioni, quante belle idee! Very Happy
E' bellissimo leggere gli elaborati tanto diversi di ognuno Wink
sevy
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Personaggio
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